equinozi e solstizi o tutte le eclissi lunari e solari che avvennero prima del 15 ottobre 1582, sono ancora datati secondo il calendario giuliano.

La transizione dal calendario giuliano al calendario gregoriano non è stata così rapida o facile, ma ci si arrese alla precisione del nuovo sistema. Nel vecchio sistema di calendario, era infatti presente una discrepanza temporale accumulata tra le date del calendario e l'ora effettiva dell'equinozio di primavera dell'emisfero settentrionale. 

Papa Gregorio decretò che il 4 ottobre 1582 dovesse essere seguito dal 15 ottobre 1582 nel nuovo calendario gregoriano in modo da recuperare un lasso di tempo erroneamente accumulato. Ma perché il nuovo calendario gregoriano fu così importante, così necessario?

L'equinozio di primavera, dell'emisfero settentrionale, dovrebbe verificarsi in prossimità del 21 marzo di ogni anno. Tuttavia, la discrepanza temporale esistente tra il calendario giuliano e l'equinozio di primavera astronomico, creò un gap tra tempo solare e il calendario. Nell'anno 1582, per esempio, l'equinozio di primavera giunse il 10 marzo del calendario giuliano.

Il vecchio calendario giuliano prevedeva un anno bisestile di 366 giorni ogni 4, il che rendeva la durata media dell'anno Giuliano di 365,25 giorni, ovvero circa 11 minuti di troppo rispetto all'anno misurato con gli equinozi. Undici minuti non sembrano molti, eppure nel lungo periodo - nel corso di secoli e millenni - l'errore cumulativo ammonta a un giorno ogni 128 anni.

Il calendario gregoriano ha modificato le regole per riportare il calendario in linea con l'anno stagionale. Come? Stabilendo che gli anni che non sono equamente divisibili per 400 non siano considerati anni bisestili. Il 2000 è stato un anno bisestile e l'anno 2400 sarà un anno bisestile, ma gli anni 2100, 2200 e 2300 saranno anni comuni di 365 giorni.

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Astrologia - Attualità

Buon Capodanno! (se usate ancora il calendario giuliano)

Ieri era il 13 gennaio 2019 per il nostro calendario (gregoriano), ma sarebbe invece stato l'ultimo giorno dell'anno se avessimo ancora adottato l’antico calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare (di qui il nome Giuliano) nel 46 aC.

Dunque oggi, 14 gennaio, corrisponderebbe al 1 gennaio 2019 per il calendario giuliano. Questo sistema di misurazione del tempo fu usato in tutto il mondo per oltre 16 secoli, e alcuni - ad esempio, la Chiesa cristiana ortodossa orientale - usano tuttora il calendario giuliano.

Ma in Occidente no. Dal 15 ottobre 1582, il calendario gregoriano ha iniziato a prendere il posto di quello giuliano, unico elemento rimasto sono le date degli eventi accaduti prima dell'introduzione del calendario gregoriano. E’ importante ricordare che i cronologi forniscono ancora le date degli eventi astronomici avvenuti prima dell'introduzione del calendario gregoriano con il vecchio sistema. Ad esempio, equinozi e solstizi o tutte le eclissi lunari e solari che avvennero prima del 15 ottobre 1582, sono ancora datati secondo il calendario giuliano.

La transizione dal calendario giuliano al calendario gregoriano non è stata così rapida o facile, ma ci si arrese alla precisione del nuovo sistema. Nel vecchio sistema di calendario, era infatti presente una discrepanza temporale accumulata tra le date del calendario e l'ora effettiva dell'equinozio di primavera dell'emisfero settentrionale. 

Papa Gregorio decretò che il 4 ottobre 1582 dovesse essere seguito dal 15 ottobre 1582 nel nuovo calendario gregoriano in modo da recuperare un lasso di tempo erroneamente accumulato. Ma perché il nuovo calendario gregoriano fu così importante, così necessario?

L'equinozio di primavera, dell'emisfero settentrionale, dovrebbe verificarsi in prossimità del 21 marzo di ogni anno. Tuttavia, la discrepanza temporale esistente tra il calendario giuliano e l'equinozio di primavera astronomico, creò un gap tra tempo solare e il calendario. Nell'anno 1582, per esempio, l'equinozio di primavera giunse il 10 marzo del calendario giuliano.

Il vecchio calendario giuliano prevedeva un anno bisestile di 366 giorni ogni 4, il che rendeva la durata media dell'anno Giuliano di 365,25 giorni, ovvero circa 11 minuti di troppo rispetto all'anno misurato con gli equinozi. Undici minuti non sembrano molti, eppure nel lungo periodo - nel corso di secoli e millenni - l'errore cumulativo ammonta a un giorno ogni 128 anni.

Il calendario gregoriano ha modificato le regole per riportare il calendario in linea con l'anno stagionale. Come? Stabilendo che gli anni che non sono equamente divisibili per 400 non siano considerati anni bisestili. Il 2000 è stato un anno bisestile e l'anno 2400 sarà un anno bisestile, ma gli anni 2100, 2200 e 2300 saranno anni comuni di 365 giorni.

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